La pratica

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PRATICA ZEN

“Quando vediamo la vacuità, realizziamo che non c’è impedimento, non ci sono ostacoli a bloccare la nostra forza vitale. Essa è morbida e flessibile, come una pianta che cerca di aggirare una grande roccia e continua a crescere. C’è sempre una qualche altra maniera di vivere, di crescere.”

Shohaku Okumura Roshi, commento al Sutra del Cuore

 

 

 

zen_anshin3La pratica settimanale è ospitata presso l’Associazione Teatro Atlante in via Aragona 25- Palermo.

Martedì ore 7:00 – 8:10  (del mattino)

Mercoledì ore 20:00 – 21:30.

 

PER I PRINCIPIANTI E’ PREVISTA UNA INTRODUZIONE ALLE FORME DELLA PRATICA.

CHIUNQUE PUO’ PARTECIPARE ALLA PRATICA A PRESCINDERE DALLA SUA CULTURA E DAL SUO CREDO RELIGIOSO

Per partecipare alla pratica è necessario contattarci preventivamente.

 

 


 

 

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Zazen, quieto dimorare.
Nello Zen non c’è nulla di misterioso.
La Pratica è molto semplice:la meditazione seduta ZAZEN è soltanto sedersi, rivolgere lo sguardo verso l’interno,imparare ad ascoltare, conoscere se stessi e a lasciar cadere il proprio ego, armonizzandosi con la propria natura profonda. E’ la saggezza che accede alla saggezza dalla porta del silenzio e che va oltre il desiderio di profitto. Durante Zazen non si ferma il pensiero, si è consapevoli della sua presenza e lo si lascia passare. In questo modo si crea uno spazio di libertà e la coscienza diventa illimitata, infinita.

 

Coscienza di Hishiryo:
pensiero al di là del pensiero, è lo stato della coscienza durante zazen che va al di là di ogni giudizio. Questa coscienza è mushotoku: senza scopo nè profitto materiale o spirituale. Quando lo spirito non dimora su nulla il vero spirito appare.
Con la pratica di zazen si diventa consapevoli dell’aspetto impermanente dei pensieri, ci si sveglia dall’illusione di esistere come entità separate e ci si fonde nell’Universale, al di là dell’ego.

SANSHIN: LE TRE MENTI
In giapponese, Sanshin significa “tre menti”.

Dogen Zenji raccomandava che chiunque lavori a favore della famiglia del Buddha,(il Sangha), dovrebbe mantenere tre atteggiamenti mentali: Mente Magnanima (daishin), Mente Amorevole (roshin), e Mente Lieta (kishin).

DAISHIN La Mente Magnanima è come un oceano o una montagna: calma e costante, ma pronta ad accettare e nutrire gli innumerevoli esseri e situazioni, senza distinzione. L’oceano è sereno perché accetta l’acqua di molti fiumi senza opporre resistenza.

ROSHIN La Mente Amorevole, letteralmente “mente dell’anziano”, è simile all’atteggiamento di una nonna gentile o un genitore che si diletta nel prendersi cura degli altri. E’ lo spirito del Bodhisattva, la persona completamente matura.

KISHIN La Mente Lieta è la gioia che sorge dal profondo del nostro cuore, anche in mezzo alle difficoltà. Nasce dalla intuizione di zazen, della non separazione e della comunione profonda con tutti gli esseri.

Insieme, le tre menti costituiscono il fondamento di una comunità buddista. Quando sono radicati nello zazen, questi tre atteggiamenti mentali ci permettono di vivere e lavorare in armonia con gli altri in ogni momento.

Per maggiori informazioni sulla pratica e sullo zen in generale visitate il sito: www.anshin.it

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